L’impurità rituale (hadath)

L’impurità rituale (hadath)


  • È l’impurità non fisica, immateriale, che impedisce al credente di eseguire la preghiera. È dunque diversa dall’impurità materiale (najasah).
  • Questa impurità viene rimossa con l’abluzione rituale minore (wudu’) o maggiore (ghusl) per mezzo dell’acqua pura. L’acqua è pura quando non è stata contaminata da impurità fisica, il che porterebbe a modificare il colore o il gusto o l’odore dell’acqua stessa.
  • Eseguendo le abluzioni rituali (wudu’), si entra in stato di purezza rituale e si può quindi eseguire la preghiera, fino a che questa non viene meno a causa del nuovo sopraggiungere dell’impurità rituale.


  • L’impurità rituale è di due tipi:
    • 1

      L’impurità rituale minore che viene rimossa tramite l’abluzione minore (wudu’).

    • 2

      L’impurità rituale maggiore che viene rimossa tramite l’abluzione maggiore (ghusl).



L’impurità rituale minore e il wudu’


Si perde lo stato di purezza rituale, per cui è necessario ripetere le abluzioni minori (wudu’), nei seguenti casi:


1

Con l’espletamento dei bisogni corporali o comunque la fuoriuscita di urina o feci; come pure con la ventosità anale (peto). A riguardo di quel che fa perdere lo stato di purità rituale, ha detto Allah: {… o se uscite da una latrina} (Corano 4, 43). Ed a proposito di chi dubita, durante la preghiera, se ha perso o meno lo stato di purità rituale, il Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) ha detto: “Non lascia la preghiera sino a che non ode un rumore o avverte l’odore” (Bukhari 175, Muslim 361).


2

Toccando le proprie parti intime con desiderio. Ha detto il Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui): “Chi tocca i propri genitali deve eseguire le abluzioni minori (wudu’)” (Abu Dawud 181).


3

Mangiando carne di cammello, come spiegato dal Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) cui venne chiesto: “Se mangiamo carne di cammello, dobbiamo forse rinnovare le abluzioni rituali?”. “Sì”, rispose. (Muslim 360).


4

Perdita di coscienza dovuta al sonno, ebbrezza o squilibrio mentale.