Il Musulmano è tenuto a pregare in ogni circostanza, fin tanto che rimane cosciente e nel possesso delle sue facoltà mentali. Tuttavia l’Islam tiene in considerazione le diverse situazioni e necessità personali, inclusa la situazione di un ammalato.
Per chiarire:
- L’ammalato che non riesce a stare all’inpiedi o che rimanendo all’inpiedi soffre o ritarda la sua guarigione, potrà pregare seduto. Se non riesce nemmeno a stare seduto, allora può pregare sul fianco. Ha detto il Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui): “Prega all’inpiedi; se non puoi, allora prega seduto; se non puoi, allora prega sul fianco” (Bukhari 1066).
- Se non si riesce a stare nel ruku’ o nel sujud, ci si piega quel tanto che si riesce.
- Chi trova difficile sedersi in terra, può sedersi su di una sedia, ecc.
- Chi non può eseguire la purificazione rituale prima di ogni preghiera a causa di una malattia, allora potrà unire le preghiere del dhuhr e ‘asr, come pure quella del maghrib e ‘isha’.
- Chi non può utilizzare l’acqua a causa di una malattia, può fare ricorso al tayammum per eseguire la preghiera.