I sei pilastri della fede

I sei pilastri della fede

fede in Allah l'Altissimo


Il significato della fede in Allah l’Altissimo:

È la fede incrollabile nell’esistenza di Allah l’Altissimo, l’affermazione della Sua Signoria e divinità, dei Suoi Nomi e Attributi

Tratteremo questi quattro argomenti in modo dettagliato:




 

La naturale disposizione creata da Allah in ciascun essere umano (fitrah):


L’affermazione dell’esistenza di Allah deriva da una inclinazione naturale presente nell’uomo, che avverte tale verità anche senza bisogno di argomentazioni e prove. Per questo la maggioranza degli esseri umani, nonostante i diversi credi religiosi, riconosce l’esistenza di Dio.

È la naturale disposizione alla fede (fitrah) che ci fa avvertire nel profondo del cuore la presenza di Allah, cercando soccorso in Lui nei momenti difficili e nelle calamità. Allah ha instillato il desiderio per la religione in ciascun essere umano, anche se alcune persone cercano di cancellare o dimenticare questa realtà.

La testimonianza di quanti hanno visto esaudite le loro invocazioni e richieste di soccorso, non fanno che provare in modo certo l’esistenza dell’Altissimo.

Le prove dell’esistenza di Allah sono evidenti e numerose. Tra queste:


  • Tutti sanno che un avvenimento ha bisogno di una causa per accadere. Tutte le numerose creature esistenti e quelle che vediamo attorno a noi, devono avere un Creatore Che ha dato loro esistenza. Il Creatore è Allah. Come è impossibile che le creature esistano senza un Creatore, così è impossibile che le creature si creino da sole, in quanto nulla si autocrea. Come ha detto l’Altissimo: {Sono stati forse creati dal nulla oppure sono essi stessi i creatori?} (Corano 52, 35). Questo versetto chiarisce che gli esseri umani non sono stati creati dal nulla, né si sono creati da se stessi, ne consegue che è Allah l’Altissimo il Creatore.
  • L’ordine del cosmo, con il suo cielo, la sua terra, le stelle, gli alberi, tutto ciò rivela in modo evidente che l’universo intero è opera di un Solo Creatore, Allah – gloria a Lui l’Altissimo: {Opera di Allah, Che rende perfetta ogni cosa} (Corano 27, 88). 

I pianeti e le stelle – ad esempio – fanno parte di un sistema preciso e ordinato: ogni pianeta gira attorno ad un’orbita, senza deviare da essa. 

Dice l’Altissimo: {Non può il sole raggiungere la luna e neppure la notte sopravanzare il giorno. Ciascuno gira nella sua orbita} (Corano 36, 40)


    L’essere umano stesso è una delle prove maggiori dell’esistenza di Allah, per chi riflette, osserva e pensa a quel che Allah gli ha dato: l’intelletto e la finezza dei sensi, il perfetto sistema del corpo umano; come dice l’Altissimo: {Sulla terra ci sono segni per coloro che credono fermamente, e anche in voi stessi. Non riflettete dunque?} (Corano 51, 21).



     

    Significato della fede nella signoria di Allah l’Altissimo


    È la ferma credenza che Allah l’Altissimo è il Signore di ogni cosa, Padrone, Creatore e Sostentatore di ogni creatura; Lui dà la vita e la morte, causa vantaggio e svantaggio, Lui decide ogni cosa, tutto il bene viene da Lui ed è Onnipotente, senza che niente e nessuno possa essere insieme o pari a Lui.


    È quindi il riconoscimento dell’Unicità di Allah nelle Sue azioni, che richiede di credere che:


    Allah è il Solo Creatore di tutto l’universo e non esiste nessun altro creatore. Come ha detto l’Altissimo: {Allah è il Creatore di tutte le cose} (Corano 39, 62) La capacità creativa dell’essere umano non è che trasformazione da una forma ad un’altra, composizione e costruzione, e così via; non si tratta di vera creazione, né esistenza dal nulla, né vita dalla morte.


    Allah provvede a tutte le Sue creature e nessuno può fare altrettanto, come ha detto l’Altissimo: {Non c’è essere vivente sulla terra, cui Allah non provveda il cibo} (Corano 11, 6).


    Lui è il Padrone di ogni cosa, senza pari: {Appartiene ad Allah la sovranità dei cieli e della terra e di ciò che racchiudono} (Corano 5, 120).


    È Allah – e nessun altro che Lui – a dirigere ogni cosa: {Dirige ogni cosa dal cielo alla terra} (Corano 32, 5). La gestione dell’uomo della sua vita e dei suoi affari è piuttosto limitata, in relazione a quel che ha disponibile e alla sua capacità; questo può portare talvolta al successo, talvolta al fallimento. Al contrario la gestione del Creatore – gloria a Lui l’Altissimo – è assoluta. Come ha detto l’Altissimo: {Non è a Lui che appartengono la creazione e l’ordine? La lode [appartiene] ad Allah Signore dei mondi!} (Corano 7, 54).



    {Non c’è animale sulla terra, cui Allah non provveda il cibo} (Corano 11, 6)


    I politeisti fra gli Arabi al tempo del Messaggero di Allah (pace e benedizioni di Allah su di lui) credevano nella Signoria di Allah:


    All’epoca del Messaggero di Allah ﷻ miscredenti credevano in Allah, Creatore, Signore e Sovrano; tuttavia ciò non era sufficiente a far di loro dei musulmani. Dice l’Altissimo: {Se chiedi loro chi ha creato i cieli e la terra? Diranno: Allah!} (Corano 31, 25).

    Questo perché chi riconosce che Allah è il Signore dell’universo, il nostro Creatore, Signore e Sostentatore, ne consegue che costui deve adorare Allah in modo esclusivo, senza nulla associarGli.

    Non è affatto logico ammettere che Allah l’Altissimo è il Creatore di ogni cosa, Signore dell’universo, Colui Che dà la vita e la morte … e poi rivolgere parte della propria adorazione ad altri che Allah! Questa è un’enorme ingiustizia ed il maggiore dei peccati. Perciò Luqman disse a suo figlio, per ammonirlo e guidarlo: {Figlio mio, non attribuire ad Allah associati. AttribuirgGli associati è un’enorme ingiustizia} (Corano 31, 13).

    Quando il Messaggero di Allah (pace e benedizioni di Allah su di lui) venne interrogato per sapere quale fosse il peccato più grande, egli rispose: “Associare altri ad Allah, quando è Lui che ti ha creato”. (Bukhari 4207, Muslim 86)


    La fede nella signoria di Allah rasserena i cuori:


    • Quando il servitore acquisisce la certezza che:
    • • Nessuna creatura può sfuggire al decreto di Allah, perché Allah è il Signore del creato su cui regna con la Sua saggezza e volontà
    • • Ogni essere o cosa altri che Allah è una creatura, bisognosa e dipendente dal suo Creatore
    • • Che ogni cosa dipende da Lui l’Altissimo
    • • Che non c’è altro creatore che Allah
    • • Che non c’è altro Sostentatore che Lui
    • • Che nessuno è signore dell’universo, eccetto Lui
    • • Che nessun atomo si muove o si ferma se non col permesso di Allah
    • Allora il cuore si lega ad Allah, a Lui si rivolge e e a Lui si affida in ogni cosa. Tale servitore affronterà gli alti e i bassi della vita con serenità, determinazione e perseveranza. Questo perché, avendo fatto quel che può per ottenere qualcosa di questo mondo e avendo chiesto l’assistenza di Allah, ha compiuto tutto ciò che gli è richiesto. In tal modo il suo animo è pacificato in quanto non soffre desiderando quel che altri possiedono, essendo cosciente che ogni cosa dipende dal decreto di Allah, Che crea e sceglie quel che vuole.

    > La fede nella Signoria di Allah dona serenità ai cuori


     

    Significato della divinità di Allah l’Altissimo:


    È la convinzione che è solo ed esclusivamente Allah ad avere il diritto di ricevere qualunque tipo di adorazione, interiore od esteriore. Quindi rivolgiamo la nostra adorazione solo a Lui, come l’invocazione, il timore, l’abbandono fiducioso, la richiesta di aiuto, la preghiera, l’elemosina rituale, il digiuno. Nessun altro ha il diritto di essere adorato eccetto Allah. Come ha detto l’Altissimo: {Il vostro Dio è il Dio Unico, non c’è altro dio che Lui, il Compassionevole, il Misericordioso} (Corano 2, 163).

    L’Altissimo ci dice che Lui è Iddio, l’Unico, ovvero l’Unico Che merita adorazione. Perciò nessun altro deve essere elevato al rango di divinità, nessun altro deve essere adorato.

    La testimonianza dell’Unicità di Allah ed il culto esclusivo per Lui costituiscono il significato essenziale della testimonianza che non c’è altra divinità all’infuori di Allah (la ilaha illa Allah)

    L’importanza della fede nella divinità esclusiva di Allah l’Altissimo:


    L’importanza della fede nella divinità esclusiva di Allah si palesa in diversi aspetti:

    1

    Questo è lo scopo per cui sono stati creati gli esseri umani ed i jinn. Essi non sono stati creati che per adorare Allah in modo esclusivo: {È solo perché Mi adorassero che ho creato i dèmoni e gli uomini} (Corano 51, 56).

    2

    È per la fede nella divinità esclusiva di Allah che sono stati inviati i Messaggeri e rivelate le Scritture divine, al fine di confermare che Allah è il Solo degno di essere adorato e che l’adorazione di chiunque altro all’infuori di Allah costituisce miscredenza e rifiuto della fede: {Ad ogni comunità inviammo un profeta [che dicesse]: “Adorate Allah e fuggite gli idoli!”} (Corano 16, 36).

    3

    Adorare Allah è il primo dovere di ogni esserere umano, come spiegato nella raccomandazione che il Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) fece a Mu’adh ibn Jabal, allorché si apprestava a mandarlo nello Yemen: “Stai per recarti presso un popolo della Gente della Scrittura [Ebrei e Cristiani], fa’ che la prima cosa a cui li inviti sia la testimmonianza che non c’è altra divinità all’infuori di Allah” (Bukhari 1389, Muslim 19).

    Ovvero: “Invitali a rivolgere ogni loro atto di culto esclusivamente ad Allah”.

    4

    La fede nella divinità esclusiva di Allah rappresenta il vero significato della testimonianza “Non c’è altra divinità all’infuori di Allah”. Il termine “Dio” (ilah), significa “il degno di adorazione”; non esiste nulla e nessuno degno di essere adorato, se non Allah. Perciò non rivolgiamo alcuna forma di adorazione ad altri che Allah.

    5

    La fede nella divinità esclusiva di Allah, e quindi nel Suo diritto esclusivo di venire adorato, deriva logicamente dalla fede in Allah, il Creatore, il Sovrano, Colui Che gestisce ogni cosa.

    > L’invocazione è l’essenza della devozione


     

    È la fede nei Nomi e negli Attributi così come confermati da Allah nel Suo Libro o nella sunnah del Suo Messaggero (pace e benedizioni di Allah su di lui) ed in modo conforme alla Sua divinità.

    Ad Allah appartengono i Nomi migliori ed i più perfetti Attributi. Tutti i Suoi Nomi ed Attributi sono unici, come ha detto l’Altissimo: {Niente è simile a Lui. Egli è l’Audiente, Colui Che tutto osserva} (Corano 42, 11). Nessuna creatura può avere nomi o attributi simili a quelli di Allah.


    Fra i Nomi di Allah l’Altissimo:


    Ha detto Allah: {Il Clemente, il Misericordioso} (Corano 1, 3).

    E ha detto: {Lui tutto ode e tutto vede} (Corano 42, 11).

    E ha detto: {Lui è il Potente, il Saggio} (Corano 31, 9).

    E ha detto: {Allah, non c’è altra divinità all’infuori di Lui il Vivente, l’Assoluto} (Corano 2, 255).

    E ha detto: {Lode ad Allah, Signore dell’universo} (Corano 1, 2).





    Benefici della fede nei Nomi ed Attributi di Allah:


    1

    La conoscenza di Allah l’Altissimo: per mezzo della fede nei Nomi ed Attributi di Allah, aumenta la conoscenza di Allah, la fede in Allah si rafforza e diventa certezza, il monoteismo si consolida, il cuore si riempie di amore e riverenza per Allah – gloria a Lui l’Altissimo.

    2

    La lode ad Allah per mezzo dei Suoi perfetti Nomi: questo è il modo migliore per invocarLo. {O voi che credete, ricordate spesso il Nome di Allah} (Corano 33, 41).

    3

    La richiesta e l’invocazione ad Allah con i Suoi Nomi ed Attributi. Come ha detto l’Altissimo: {Ad Allah appartengono i Nomi migliori: invocateLo con essi} (Corano 7, 180). Per esempio: “O Sostentatore, sostienimi! O Perdonatore, perdonami! O Misericordioso, abbi misericordia di me!”.





    > Cosa si intende per adorazione?


    La parola “adorazione” comprende tutto quel che Allah ama e approva fra parole e azioni che ha ordinato o raccomandato. Questo sia che si tratti di azioni esterne come la preghiera, l’elemosina rituale, il pellegrinaggio o di azioni interne, come l’amore per Allah ed il Suo Messaggero (pace e benedizioni di Allah su di lui), il timore di Allah, la fiducia in Allah, ecc.



    L’adorazione in ogni aspetto dell’esistenza:



    L’adorazione riguarda ogni atto del credente, a condizione che ogni atto venga inteso come mezzo per avvicinarsi ad Allah l’Altissimo. Dal punto di vista islamico quindi l’adorazione non è ristretta agli atti di culto come la preghiera, il digiuno e simili. Ogni azione utile, accompagnata dalla retta intenzione e dallo scopo giusto, diventa una forma di adorazione, per cui si ottiene la ricompensa divina. Se ad esempio il musulmano beve o mangia o dorme, desiderando con ciò rinforzare la sua obbedienza ad Allah, egli sarà per questo ricompensato da Allah. Per questo la vita del musulmano è tutta dedicata ad Allah: mangia per accrescere la sua obbedienza ad Allah, quindi mentre si nutre compie un atto d’adorazione; si sposa per evitare di cadere nel peccato, quindi il suo matrimonio diventa un atto d’adorazione. Per mezzo di questa stessa intenzione il suo commercio, il suo lavoro, il suo guadagno diventa una forma di adorazione per Allah, come lo studio e la ricerca, le scoperte e le invenzioni, l’affetto e la cura coniugale e verso i figli e la casa. Così ogni aspetto dell’esistenza, ogni azione positiva se accompagnata dalla retta intenzione e finalizzata al giusto scopo, diventa adorazione per Allah l’Altissimo.

    > Ogni lavoro svolto con la retta intenzione è considerato un atto di devozione che procura la ricompensa divina



    L’adorazione è la ragione che sottende tutta la creazione:



    Ha detto Allah l’Altissimo: {Non ho creato i jinn e gli uomoni se non affinché Mi adorassero. Non chiedo loro nessun sostentamento e non chiedo che Mi nutrano. In verità Allah è il Sostentatore, il Detentore della forza, l’Irremovibile} (Corano 51, 56-58).

    Allah ci ha così informato che la ragione per la creazione dei jinn e degli esseri umani è che essi Lo adorino. Allah non ha bisogno alcuno della loro adorazione. Sono invece jinn e uomini ad aver bisogno di adorarLo, per il loro stato di dipendenza verso Allah.

    Se uno trascura questo nobile scopo e si abbandona ai piaceri di questa vita terrena, senza ricordare la vera ragione divina della sua esistenza, allora diventa come un’altra creatura qualunque fra le creature di questo pianeta. Anche gli animali mangiano e seguono le loro passioni, ma – diversamente dall’uomo – essi non verranno giudicati nella vita futura. Allah l’Altissimo ha detto: {Coloro che non credono avranno effimero godimento e mangeranno come mangia il bestiame: il Fuoco sarà il loro asilo} (Corano 47, 12). Chi si comporta così non fa che assomigliare agli animali, salvo che dovrà rispondere dei suoi atti poiché possiede l’intelletto che gli animali non possiedono.



    I pilastri dell’adorazione:



    L’adorazione che Allah ha comandato si basa su due principi fondamentali

    1) La totale umiltà e il timore verso Allah

    2) L’amore totale per Allah l’Altissimo

    L’adorazione che Allah ha prescritto comporta la completa umiltà del servitore nei confronti di Allah, la sua sottomissione ed il timore insieme all’amore, alla speranza e al desiderio di avvicinarsi a Lui.

    In questo senso l’amore che non si accompagna all’umiltà ed al timore di Allah – come l’amore per il cibo e le ricchezze – non è adorazione. Allo stesso modo il timore senza amore per Allah – come la paura per un animale feroce o per un dittatore – non è adorazione. Quando si riuniscono amore e timore per Allah in una stessa azione, questa diventa adorazione. Tale adorazione non può avere altro scopo che Allah.

    > La sincerità verso Allah e l’adesione alla sunnah del Profeta sono condizioni per la validità e l’accettazione dell’adorazione



    Condizioni dell’adorazione:



    • Ci sono due condizioni per la validità e l’accettazione dell’adorazione:
      • 1

        La sincera dedica ad Allah, senza nulla associarGli

      • 2

        L’adesione e conformità alla sunnah del Messaggero di Allah (pace e benedizioni di Allah su di lui)

    Ha detto l’Altissimo: {Coloro che sottomettono ad Allah il loro volto e compiono il bene, avranno la ricompensa presso il loro Signore, non avranno nulla da temere e non saranno afflitti} (Corano 2, 112).
    “sottomettono ad Allah il loro volto” significa: “hanno realizzato l’Unicità divina, quindi hanno reso la loro adorazione sincera per Allah”.
    “e compiono il bene” significa che seguono la legge divina e la sunnah del Messaggero di Allah (pace e benedizioni di Allah su di lui)



    L’adesione alla sunnah del Messaggero di Allah (pace e benedizioni di Allah su di lui) riguarda gli atti di culto in senso stretto, come la preghiera, il digiuno, l’invocazione e il ricordo di Allah. Essa non riguarda invece l’adorazione in senso ampio, come gli usi e le azioni che il servitore dedica ad Allah attraverso la sua retta intenzione, come la pratica sportiva per incrementare l’obbedienza ad Allah o il commercio per sostenere la famiglia. In tali casi è sufficiente non agire in modo vietato o contrario alla sunnah.

    > Associare altri ad Allah (shirk)


    • Il politeismo (shirk) contraddice la fede nella divinità esclusiva di Allah. Siccome la fede nella divinità esclusiva di Allah e l’adorazione esclusiva per Lui il dovere in assoluto più importante per l’essere umano, ne consegue che il politesimo (shirk) è il più grande peccato. Al punto che questo è l’unico peccato che Allah non perdona, eccetto in caso di pentimento. Ha detto Allah l’Altissimo: {In verità Allah non perdona che Gli si associ alcunché; ma, all’infuori di ciò, perdona chi vuole} (Corano 4, 48). Venne chiesto al Messaggero di Allah (pace e benedizioni di Allah su di lui) quale fosse il peccato più grande. Rispose: “Attribuire un associato ad Allah, quando è Allah Che ti ha creato!” (Bukhari 4207, Muslim 86).
    • Il politeismo invalida e rende inutile ogni atto di devozione, come ha detto l’Altissimo: {Se avessero attribuito ad Allah dei consimili, tutte le loro opere sarebbero state vane} (Corano 6, 88).

      La conseguenza del politeismo è l’eterna dimora nel fuoco dell’Inferno, come ha detto l’Altissimo: {Quanto a chi attribuisce consimili ad Allah, Allah gli preclude il Paradiso, il suo rifugio sarà il Fuoco} (Corano 5, 72).



    Ci sono due tipi di politeismo (shirk): quello maggiore e quello minore


    1. Il politesimo maggiore: quando un atto di adorazione viene rivolto ad altri che Allah l’Altissimo. Ogni parola o azione amata da Allah, se dedicata ad Allah diventa testimonianza di fede e riconoscimento dell’Unicità divina; ma se viene diretta ad altri che Allah, allora diventa politeismo (shirk), miscredenza e negazione (kufr).

      Esempi di politeismo maggiore sono: invocare altri che Allah per chiedere la guarigione da una malattia o l’accrescimento delle ricchezze; porre totale fiducia in altri che Allah; prosternarsi ad altri che Allah.

      Ha detto l’Altissimo: {Il vostro Signore ha detto: InvocateMi, vi risponderò} (Corano 40, 60).

      E ha detto: {Confidate in Allah se siete credenti} (Corano 5, 23).

      E ha detto anche: {Dunque prosternatevi ad Allah e adorate} (Corano 53, 62).

      Chi rivolge qualunque atto di adorazione ad altri che Allah è politeista, miscredente 

    2. Il politeismo minore: ogni parola o azione che conduce al politeismo maggiore

      Ad esempio l’ostentazione; come chi prolunga la preghiera per farsi osservare dalla gente; o chi alza la voce nella recitazione del Corano o nel ricordo di Allah per farsi ascoltare e lodare dagli altri. Il Messaggero di Allah (pace e benedizioni di Allah su di lui) ha detto a tal proposito: “Quel che più temo per voi è il politeismo minore”. Chiesero: “Cosa è il politeismo minore o Messaggero di Allah?”. Rispose: “L’ostentazione” (Ahmed 23630).

      Ma chi lo fa con l’unico scopo dell’ostentazione, al punto che non esegue la preghiera né digiuna se non di fronte alla gente, allora questa è opera di un ipocrita. In questo caso si tratta di politeismo maggiore, che determina l’uscita dall’Islam.



    Rivolgere una richiesta a qualcun altro, rappresenta una forma di politeismo?



    L’Islam mira a liberare l’intelletto umano dalle superstizioni e la persona dalla sottomissione ad altri che Allah l’Altissimo.

    Pertanto non è lecito rivolgersi ai morti o alle cose inanimate e nemmeno tenere un atteggiamento reverenziale; questo atteggiamento è superstizione e politeismo.

    È invece possibile chiedere ai vivi, secondo le loro possibilità, aiuto e soccorso come quando uno sta per annegare o anche di pregare Allah per noi.


    • Possiamo rivolgere una richiesta ad una cosa inanimata o ad una persona morta?
      • Questo è politesimo che contraddice l’Islam e la fede, in quanto né il morto né la cosa inanimata possono udire la richiesta e non possono nemmeno rispondere. Inoltre la supplica è una forma di adorazione che – se rivolta ad altri che Allah – diventa politeismo. All’inizio della missione dell’Islam, gli Arabi praticavano questo politeismo, in quanto imploravano le cose inanimate (statue) ed i defunti.

      • No

        la richiesta e la supplica ad una persona vivente è lecita. Tuttavia è in grado questa persona di esaudire la tua richiesta?

        • tale richiesta è lecita e costituisce una forma di interazione umana e di relazione quotidiana.

        • No

          chiedere ad una persona vivente quel che va oltre le sue possibilità, come quando una persona sterile chiede a qualcun altro di fargli avere dei figli, questo è politeismo maggiore che contraddice l’Islam perché si tratta di una forma di supplica ad altri che Allah.

     > Chiedere ai viventi quel che è loro possibile rappresenta una forma di relazione sociale del tutto lecita


    I più alti gradi della fede


    I più alti gradi della fede:


    La fede ha diversi gradi. La fede diminuisce se il musulmano si distrae o disobbedisce [Allah], aumenta quando obbedisce, adora e teme Allah.

    Il più alto grado della fede è chiamato “Ihsan”. Lo ha spiegato il Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui), dicendo: “Si tratta di adorare Allah come se tu lo vedessi, perché se anche tu non Lo vedi, Lui certamente ti vede” (Bukhari 50, Muslim 8).

    Ricordati dunque quando sei all’inpiedi o seduto, serio o scherzoso, ed in ogni situazione, che Allah ti osserva. Non disobbedirLo mentre sai che ti sta osservando. Non lasciare che timore e disperazione prendano il sopravvento, mentre sai che Lui è sempre con te. Come fai a sentirti solo mentre Lo invochi e preghi di salvarti? Come puoi commettere peccati e disobbedirLo, quando sai bene che Lui conosce perfettamente i tuoi atti segreti e manifesti? Nonostante questo, se pure hai sbagliato, se ti rivolgi a Lui pentito e Gli chiedi perdono, Allah ti concede il Suo perdono.





    I benefici della fede in Allah l’Altissimo


    I benefici della fede in Allah l’Altissimo:


    1

    Allah protegge i credenti da ogni sciagura, li salva dalle disgrazie, li protegge dalle trame nemiche: {In verità Allah difende i credenti} (Corano 22, 38).

    2

    La fede procura serenità, gioia e contentezza in questa vita. Ha detto l’Altissimo: {Daremo una vita eccellente a chiunque, maschio o femmina, sia credente e compia il bene} (Corano 16, 97).

    3

    La fede purifica l’anima dalle superstizioni. Chi crede sinceramente in Allah l’Altissimo si affida a Lui Solo, il Signore dell’universo, l’Unico vero Dio, allora costui non avrà timore delle creature, non si affiderà agli esseri umani e si libererà così da preoccupazioni e superstizioni.

    4

    Il maggiore fra i benefici della fede è l’ottenimento della soddisfazione di Allah e l’ingresso in Paradiso con le sue delizie eterne e la misericordia senza fine.



    La fede negli angeli



    Significato della fede negli angeli:



    La solida fede nella presenza degli angeli, creature del mondo invisibile, diverso dal mondo degli uomini e dei jinn. Gli angeli sono nobili creature e devote che adorano Allah in modo perfetto, obbediscono ai Suoi ordini e non trasgrediscono mai i Suoi decreti.

    Come ha detto l’Altissimo: {Sono servi onorati, che mai precedono il Suo dire e che agiscono secondo il Suo ordine} (Corano 21, 26-27).

    La fede negli angeli è uno dei sei pilastri del credo islamico. Ha detto l’Altissimo: {Il Messaggero crede in quello che è stato fatto scendere su di lui da parte del suo Signore, come del resto i credenti: tutti credono in Allah, nei Suoi Angeli, nei Suoi Libri e nei Suoi Messaggeri} (Corano 2, 285).

    A proposito della fede, il Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) ha detto: “Significa credere in Allah, nei Suoi angeli, nei Suoi Libri, nei Suoi Messaggeri, nel Giorno ultimo, nel decreto divino, sia essa positivo che negativo”. (Muslim 8)



    Che cosa comporta la fede negli angeli?



    1

    La fede nella loro esistenza. Crediamo che siano creature di Allah l’Altissimo, create dalla luce e predisposte all’obbedienza ed all’adorazione.

    2

    La fede nei loro nomi, esattamente come ci sono stati insegnati, come Jibril (Gabriele) (Allah gli dia la pace). Crediamo anche a quelli di cui non conosciamo il nome.

    3

    La fede nei loro attributi, come ci sono stati spiegati. Tra questi:


    • Essi fanno parte del mondo dell’invisibile; sono esseri creati per la devozione di Allah l’Altissimo; non hanno alcun attributo divino, ma sono servitori di Allah creati per la totale obbedienza ad Allah. Così Allah – gloria a Lui – li descrive: {Non disobbediscono a ciò che Allah comanda loro ed eseguono quello che viene loro ordinato} (Corano 66, 6).


    • Sono stati creati dalla luce. Il Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) ha detto: “Gli angeli sono stati creati dalla luce” (Muslim 2996).


    • Sono dotati di ali. Allah ci ha informato a tal proposito: {Lode ad Allah, Creatore dei cieli e della terra, che ha fatto degli angeli, messaggeri dotati di due, tre o quattro ali. Egli aggiunge alla creazione quello che vuole. In verità Allah è Onnipotente} (Corano 35, 1).


    4

    La fede nelle loro azioni, come ci sono state descritte, che eseguono in obbedienza ad Allah l’Altissimo. Fra cui:

    • Jibril, l’angelo incaricato di trasmettere la Rivelazione da parte di Allah ai Suoi Profeti (Allah dia loro la pace)


    • L’angelo della morte ed i suoi collaboratori, incaricato di prelevare le anime.


    • Gli angeli scribi, incaricati di registrare e trascrivere tutte le azioni – buone e cattive – di ciascun essere umano.



    Benefici della fede negli angeli:


    Il credente ottiene enormi benefici nella sua vita per tramite della fede negli angeli. Tra questi:

    1

    Il riconoscimento della maestà e potenza di Allah e del Suo totale dominio, in quanto la grandiosità del creato promana dalla grandiosità del Creatore. La creazione da parte di Allah di angeli dalla luce e dotati di ali, non fa che accrescere la riverenza e rispetto del credente nei Suoi confronti.

    2

    L’obbedienza ad Allah l’Altissimo e la rettitudine. Credere nel fatto che vi sono angeli che tengono conto e scrivono ogni singola azione accresce il timore di Allah ed aiuta a non commettere peccati manifestamente o in segreto.

    3

    Quando il credente realizza che questo enorme universo è popolato, insieme a lui, da migliaia di angeli perfettamente obbedienti, allora si rafforza la sua perseveranza nell’obbedienza ad Allah, e prova un senso di compagnia e serenità.

    4

    La riconoscenza ad Allah l’Altissimo per aver fatto degli angeli i protettori degli esseri umani.


    Il Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) ci ha insegnato che il cielo è affollato: non c’è lo spazio di una spanna , senza che vi sia un angelo in preghiera, in piedi, inchinato o prosternato


    La fede nelle Scritture



    Significato della fede nelle Scritture:



    È la ferma convinzione che Allah ha rivelato dei Libri ai Suoi servitori, tramite i Suoi inviati. Questi Libri sono la Parola di Allah esattamente come da Lui stabilita; essi contengono la verità, la luce, la guida per gli esseri umani in questa vita ed in quella futura.

    La fede nelle Scritture è uno dei pilastri del credo islamico, come ha detto l’Altissimo: {O voi che credete, credete in Allah e nel Suo Messaggero, al Libro che ha via via fatto scendere sul Suo Messaggero e alle Scritture che ha fatto scendere in precedenza} (Corano 4, 136)

    In questo versetto Allah comanda la fede in Lui, nel Suo Messaggero, nel Libro che ha rivelato al Suo Messaggero (pace e benedizioni di Allah su di lui), cioè nel Corano, e nelle Scritture precedentemente rivelate.

    A proposito della fede, il Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) ha detto: “Significa credere in Allah, nei Suoi angeli, nei Suoi Libri, nei Suoi Messaggeri, nel Giorno ultimo, nel decreto divino, sia essa positivo che negativo”. (Muslim 8).

    Il nobile Corano viene trascritto in base ai più rigidi canoni di precisione




    Cosa comporta la fede nelle Scritture?



    1

    Credere che sono state effetivamente rivelate da Allah.

    2

    Credere che sono la Parola di Allah – gloria a Lui l’Altissimo.

    3

    La fede nei Libri nominati da Allah, come il nobile Corano rivelato al profeta Muhammad (pace e benedizioni di Allah su di lui), la Torah rivelata a Mosé (Allah gli dia la pace), il Vangelo rivelato a Gesù (Allah gli dia la pace).

    4

    Credere nelle notizie autentiche che contengono





    Caratteristiche e peculiarità del nobile Corano:



    Il nobile Corano è la Parola di Allah l’Altissimo rivelata al nostro Profeta e Guida Muhammad (pace e benedizioni di Allah su di lui). Il credente tiene il Corano in rispetto, ne mette in pratica gli insegnamenti, lo recita e riflette sui suoi contenuti.

    Basti dire che il Corano è la nostra guida nella vita terrena e causa di salvezza nella vita futura.


    Alcune specificità e peculiarità caratterizzano il nobile Corano rispetto alle Scritture precedenti. Tra queste:


    1

    Il nobile Corano contiene la sintesi delle norme divine. Esso conferma e convalida la necessità di adorare esclusivamente Allah, come espresso nelle precedenti Scritture.

    Ha detto l’Altissimo: {E su di te abbiamo fatto scendere il Libro con la Verità, a conferma della Scrittura che era scesa in precedenza e lo abbiamo preservato da ogni alterazione} (Corano 5, 48).

    Questi versetti significano che il Corano convalida principi e notizie delle precedenti Scritture ed al tempo stesso testimonia del fatto che altre Scritture furono rivelate prima di esso.

    2

    Tutti gli uomini, qualunque sia la loro etnia e lingua, devono dunque aderire al Corano e metterne in pratica gli insegnamenti, qualunque sia la distanza di tempo che li separa da quando esso venne rivelato. Invece le Scritture precedenti furono destinate a popoli specifici ed in epoche determinate. Ha detto l’Altissimo: {Questo Corano mi è stato rivelato affinché, per suo tramite, avverta voi e quelli cui perverrà} (Corano 6, 19).

    3

    Allah Si è preso cura di preservare il nobile Corano: non è mai stato alterato né mai lo potrà essere. Ha detto infatti l’Altissimo: {Noi abbiamo fatto scendere il Monito, e Noi ne siamo i custodi} (Corano 15, 9).


    I Musulmani nel mondo gareggiano nella memorizzazione del Corano e nella sua applicazione quotidiana


    Qual è il nostro dovere nei confronti del Corano?
    • Dobbiamo amare il Corano e rispettarne la maestosità, perché è la Parola del Creatore e dunque la più alta e perfetta espressione.
    • Dobbiamo leggerlo e recitarlo, riflettendo sui suoi versetti e capitoli. Dobbiamo quindi meditare sulle notizie, le parabole e gli insegnamenti del Corano per poi applicarli alla nostra esistenza e poter così discernere il vero dal falso.
    • Dobbiamo seguirne le regole, metterne in pratica gli insegnamenti e farne uno stile di vita.

    Venne chiesto ad ‘A’ishah – moglie del Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) – quale fosse il suo carattere. Ella rispose: “Il suo carattere era il Corano” (Ahmad 24601, Muslim 746).

    Questo mostra come la vita e le azioni del Messaggero di Allah rappresentano l’applicazione pratica degli insegnamenti e dei principi contenuti nel Corano. Il Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) ha seguito in modo perfetto la guida del Corano. Per questo il Profeta è il modello eccellente per ognuno di noi: {Avete nel Messaggero di Allah un ottimo esempio per voi, per chi spera in Allah e nell’Ultimo Giorno e ricorda Allah frequentemente} (Corano 33, 21).




    Come consideriamo le Scritture precedenti?



    Il musulmano crede che la Torah rivelata a Mosè (Allah gli dia la pace) ed il Vangelo rivelato a Gesù (Allah gli dia la pace) siano la verità rivelata da Allah, contenente norme, ammonimenti e parabole che sono luce e guida per gli uomini nella loro vita in questo mondo ed in quello a venire.

    Tuttavia Allah l’Altissimo ci ha detto nel nobile Corano che la Gente del Libro ( Ebrei e Cristiani) ha modificato le Scritture ricevute, aggiungendo e togliendo, in modo che non sono più come quando furono rivelate da Allah.

    La Torah che abbiamo oggi non è quindi quella che venne rivelata a Mosè, perché gli Ebrei l’hanno modificata ed hanno alterato molte delle sue norme. Ha detto l’Altissimo: {Alcuni tra i giudei stravolgono il senso delle parole} (Corano 4, 46).

    Allo stesso modo il Vangelo che abbiamo oggi non è il Vangelo che venne rivelato a Gesù (Allah gli dia la pace), perché i Cristiani l’hanno modificato ed hanno alterato molte delle sue norme. Ha detto l’Altissimo: {Ci sono alcuni di loro che distorcono la Scrittura con la lingua, per farvi credere che ciò è parte della Scrittura, mentre le è estraneo. Dicono: “Proviene da Allah”, mentre non proviene da Allah. E, consapevolmente, dicono menzogne contro Allah} (Corano 3, 78).

    {Con coloro che dicono: “Siamo cristiani”, stipulammo un Patto. Ma dimenticarono una parte di quello che era stato loro ricordato. Suscitammo tra loro odio e inimicizia fino al Giorno della Resurrezione. Presto Allah li renderà edotti su quello che facevano} (Corano 4, 14).

    Per questo troviamo che quel che oggi viene considerato come sacra Scrittura da Ebrei e Cristiani (la “Bibbia”) composta da Torah e Vangelo, contiene molte credenze sbagliate, narrazioni false, racconti inverosimili. Quindi non crediamo se non in quanto è confermato dal nobile Corano o dalla autentica sunnah; invece rifiutiamo quel che il Corano o la sunnah hanno rifiutato e sospendiamo il giudizio sul resto: non lo accettiamo né lo rifiutiamo.

    Nonostante tutto questo il musulmano deve rispetto a questi Libri, non li deve svilire né dissacrare, perché contengono ancora qualcosa della Parola di Allah.

    I Musulmani credono che la Torah e il Vangelo sono stati rivelati da Allah, tuttavia sono stati oggetto di molti cambiamenti e modifiche; di conseguenza crediamo solo in quelle parti che sono conformi al Corano ed alla sunnah


    Benefici della fede nelle Scritture:


    Vi sono molti benefici nella fede nelle Scritture, tra cui:

    1

    Riconoscere che Allah Si cura delle Sue creature e che la Sua misericordia è senza limiti. Per questo ha mandato ad ogni popolo una Rivelazione per guidarli alla felicità in questa vita ed in quella futura.

    2

    Il riconoscimento della saggezza divina, avendo Allah concesso ad ogni popolo una rivelazione adatta alle condizioni e personalità sue specifiche. Ha detto l’Altissimo: {Ad ognuno di voi abbiamo assegnato una via e un percorso} (Corano 4, 180).

    3

    La gratitudine per il dono divino costituito dalla rivelazione delle Scritture, in quanto esse sono luce e guida per la vita terrena e quella ultraterrena. Questo è un dono immenso per il quale dovremmo davvero mostrare gratitudine ad Allah.




    La fede nei Messaggeri di Allah



    Gli uomini hanno bisogno del Messaggio divino:



    Gli esseri umani hanno necessità del Messaggio divino che insegni loro la Legge divina e li guidi alla retta via. Il Messaggio è lo spirito, la luce e la vita del mondo. Che utilità avrebbe la vita senza questa luce e guida?

    Per questo Allah ha definito il Suo Messaggio uno spirito e quando manca lo spirito viene meno la vita. Ha detto l’Altissimo: {Ed è così che ti abbiamo rivelato uno spirito [che procede] dal Nostro ordine. Tu non conoscevi né la Scrittura, né la fede. Ne abbiamo fatto una luce per mezzo della quale guidiamo chi vogliamo, tra i Nostri servi} (Corano 42, 52).

    La ragione umana può discernere fra il bene e il male in modo generale, ma non può farlo nei casi particolari, né può conoscere le modalità dell’adorazione se non per mezzo della Rivelazione e del Messaggio divino.

    Non c’è altra via alla salvezza ed alla felicità in questa vita né in quella prossima, se non seguendo i profeti. Come pure non c’è altro modo di poter distinguere esattamente il bene dal male se non tramite i loro insegnamenti. Chi rifiuta il Messaggio divino avrà una vita triste e penosa, nella misura del suo rifiuto.




    È uno dei principi della fede:



    La fede nei profeti è uno dei sei principi del credo islamico. Dice Allah: {Il Messaggero crede in quello che è stato fatto scendere su di lui da parte del suo Signore, come del resto i credenti: tutti credono in Allah, nei Suoi Angeli, nei Suoi Libri e nei Suoi Messaggeri} (Corano 2, 285).

    Questo versetto mostra l’obbligo di credere in tutti i profeti (pace su tutti loro) senza distinzione. I Musulmani quindi non credono in alcuni profeti rifiutando altri, come fanno Ebrei e Cristiani.

    A proposito della fede, ha detto il Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui): “Credere in Allah, nei Suoi angeli, nei Suoi Libri, nei Suoi Messaggeri, nel Giorno ultimo e nel decreto divino sia esso positivo che negativo”. (Muslim 8)





    Significato della fede nei Messaggeri di Allah:



    È la ferma fede nel fatto che Allah abbia inviato ad ogni comunità un Messaggero - da essa stessa proveniente - che invitasse ad adorare Allah in modo esclusivo e senza nulla associarGli. I Messaggeri sono tutti veritieri, devoti e degni di fede, guide sicure. Essi hanno trasmesso fedelmente il Messaggio che Allah ha dato loro, senza nulla nascondere né cambiare, senza nulla aggiungere né togliere, come ha detto l’Altissimo: {Che altro compito hanno i Messaggeri, se non la chiara trasmissione del Messaggio?} (Corano 16, 35).






    Cosa comporta la fede nei Messaggeri?



    1

    Credere che il loro Messaggio sia la verità proveniente da Allah l’Altissimo e che tutti i Messaggi sono stati univoci nell’invitare ad adorare Allah in modo esclusivo e senza nulla associarGli. Ha detto l’Altissimo: {Ad ogni comunità inviammo un profeta [che dicesse]: “Adorate Allah e fuggite gli idoli!”} (Corano 16, 36).

    Alcune norme particolari, fra i successivi Messaggi, sono state diverse in quanto specifiche per i diversi popoli, come ha detto Allah: {Ad ognuno di voi abbiamo assegnato una via e un percorso} (Corano 5, 48).

    2

    Credere in tutti i profeti ed Inviati. I Musulmani credono in tutti i profeti menzionati da Allah, come Muhammad, Abramo, Mosè, Gesù, Noè (Allah li benedica e dia loro la pace) e generalmente tutti quelli di cui non conosciamo il nome. Chi rifuta il Messaggio anche di uno solo fra i profeti, in realtà li rifiuta tutti.

    3

    Credere nelle notizie autentiche relative ai profeti ed ai loro miracoli, come riportate dal Corano e dalla sunnah, come ad esempio la storia di Mosè quando separò le acque.

    4

    Seguire e mettere in pratica le norme contenute nella Legge che ci è stata rivelata tramite il Profeta Muhammad, il migliore e sigillo di tutti i profeti. 


    Alcune caratteristiche dei Messaggeri di Allah:
    1

    Erano esseri umani, che si distinguono dagli altri esseri umani per essere stati da Allah prescelti ed aver quindi ricevuto la Rivelazione ed il Messaggio. Ha detto l’Altissimo: {Prima di te, non inviammo che uomini ai quali comunicammo la Rivelazione} (Corano 21, 7).

    Essi non avevano alcuna caratteristica divina, ma erano esseri umani dotati di un aspetto perfetto, come pure di un comportamento perfetto. Appartenevamo alle più illustri stirpi, erano dotati di intelletto fine e chiara eloquenza, il che li rendeva adatti a trasmettere il Messaggio divino e portare il peso della profezia.

    Allah ha prescelto i Messaggeri fra gli esseri umani per essere guide e modelli per loro, affinchè essi possano seguirli nella misura delle possibilità di ciascuno.

    2

    Allah li ha prescelti fra tutti gli altri uomini per ricevere la Rivelazione e portare il Messaggio, come ha detto l’Altissimo: {Di’: “Non sono altro che un uomo come voi. Mi è stato rivelato che il vostro Dio è un Dio Unico} (Corano 18, 110).

    La profezia non può dunque essere ottenuta cercando la purezza spirituale e nemmeno grazie all’intelligenza o alla logica razionale, perché si tratta invece di una scelta ed elezione divina. Allah ha infatti scelto ed eletto i Messaggeri fra il resto dell’umanità: {Allah sa, meglio di loro, dove porre il Suo Messaggio} (Corano 6, 124).

    3 Essi sono infallibili nel senso che non possono commettere errori in quel che trasmettono da parte di Allah e nel mettere in pratica tale Rivelazione.
    4 I Messaggeri (Allah dia loro la pace) sono sinceri e veritieri in tutto quel che dicono e fanno. Ha detto l’Altissimo: {Questo è ciò che il Compassionevole aveva promesso: gli inviati hanno detto il vero} (Corano 36, 52).
    5 Essi hanno invitato alla religione di Allah con la lieta novella e con l’ammonimento, subendo maltrattamenti e vessazioni. Ma hanno sopportato e perseverato nel proclamare la Parola di Allah: {Sopporta con pazienza, come sopportarono i messaggeri risoluti} (Corano 46, 35).



    Segni e miracoli dei Messaggeri:



    Allah ha sostenuto i Suoi Messaggeri con vari segni e miracoli sovrumani per provare la loro sincerità e la loro profezia.

    Per miracolo si deve intendere un evento straordinario che Allah fa compiere ai Suoi profeti e Messaggeri per mostrare loro una realtà sovrumana.

    Tra questi:

    • La trasformazione del bastone di Mosè (Allah gli dia la pace) in serpente
    • La capacità di Gesù (Allah gli dia la pace) di dire alla gente quel che avevano mangiato e quel che tenevano nelle loro abitazioni.
    • La fenditura della luna per il Profeta Muhammad (pace e benedizioni di Allah su di lui).



    Cosa crede il musulmano riguardo a Gesù (Allah gli dia la pace):



    1

    Gesù è stato uno dei maggiori profeti mandati da Allah; uno dei cinque “Messaggeri risoluti”, come definiti da Allah. Essi sono: Muhammad, Abramo, Noè, Mosè, Gesù (Allah dia loro la pace). Allah li ha menzionati: {[Ricorda] quando accettammo il patto dei profeti: il tuo, quello di Noè, di Abramo, di Mosè e di Gesù figlio di Maria; concludemmo con loro un patto solenne} (Corano 33, 7).

    2

    Gesù (Allah gli dia la pace) non è che un essere umano: Allah l’ha eletto e mandato ai Figli di Israele e gli ha fatto compiere dei miracoli. Egli non possiede alcun carattere divino, proprio come affermato da Allah: {Egli non era altro che un servitore, che Noi abbiamo colmato di favore e di cui abbiamo fatto un esempio per i Figli di Israele} (Corano 43, 59).

    Gesù non ha mai ordinato al suo popolo di considerare lui o sua madre come divinità. Al contrario egli ha detto quel che Allah gli ha comandato di dire: {Adorate Allah, mio Signore e vostro Signore} (Corano 5, 117).

    3

    Gesù è figlio di Maria, una donna pia, sincera, devota ad Allah, casta e vergine. Ella ha partorito Gesù senza che quest’ultimo abbia avuto un padre, per miracolo di Allah. Allah ha così fatto di Gesù un miracolo, come fece quando creò Adamo, nato senza padre e senza madre: {In verità, per Allah Gesù è simile ad Adamo, che Egli creò dalla polvere, poi disse: “Sii”, ed egli fu} (Corano 3, 59).

    4

    Tra Gesù e Muhammad (pace e benedizioni di Allah su di lui) non c’è stato alcun Messaggero. Gesù diede la lieta novella dell’avvento del Profeta Muhammad (pace e benedizioni di Allah su di lui), come ha detto Allah l’Altissimo: {E quando Gesù figlio di Maria disse: “O Figli di Israele, io sono veramente un Messaggero di Allah a voi [inviato], per confermare la Torâh che mi ha preceduto, e per annunciarvi un Messaggero che verrà dopo di me, il cui nome sarà Ahmad”. Ma quando questi giunse loro con le prove incontestabili, dissero: “Questa è magia evidente”} (Corano 61, 6).

    5

    Crediamo nei miracoli che Allah ha fatto eseguire a Gesù, come la guargione del lebbroso e del cieco, la restituzione della vita al morto, la comunicazione alla gente di quel che avevano mangiato e di quel che tenevano dentro le loro abitazioni; tutto questo è avvenuto col permesso di Allah. Allah ha fatto di questi miracoli una prova evidente della verità della profezia di Gesù e del suo Messaggio.

    6

    Non è completa la fede di una persona, fino a che non creda in Gesù come servitore di Allah e Suo Messaggero e ritiene Gesù del tutto innocente ed estraneo alle accuse ed ingiurie rivoltegli dagli Ebrei. Alla stessa stregua rifiutiamo il credo deviato dei Cristiani riguardante Gesù figlio di Maria, da essi considerati come divinità; come ad esempio quando si riferiscono a Gesù come “figlio di Dio” o “il terzo dei tre”: gloria ad Allah! Egli è ben al di sopra di quanto Gli attribuiscono!

    7

    Gesù non fu ucciso né venne crocefisso, ma Allah lo ha elevato al cielo quando gli Ebrei si apprestavano ad ucciderlo. Allah quindi rese un altro simile a Gesù: fu costui ad essere catturato, ucciso e crocefisso. Come chiarito dall’Altissimo: {E dissero: “Abbiamo ucciso il Messia Gesù figlio di Maria, il Messaggero di Allah!”. Invece non l’hanno né ucciso né crocifisso, ma così parve loro. Coloro che sono in discordia a questo proposito, restano nel dubbio: non hanno altra scienza e non seguono altro che la congettura. Per certo non lo hanno ucciso ma Allah lo ha elevato fino a Sé. Allah è Eccelso, Saggio. Non vi è alcuno della Gente della Scrittura che non crederà in lui prima di morire. Nel Giorno della Resurrezione testimonierà contro di loro} (Corano 4, 157-159).

    Allah lo ha protetto ed elevato a Sé nel cielo. Egli ridiscenderà sulla terra alla fine dei tempi e giudicherà secondo la Legge del Profeta Muhammad (pace e benedizioni di Allah su di lui); quindi morirà, verrà sepolto e sarà infine resuscitato come gli altri esseri umani, come ha detto Allah: {Da essa vi abbiamo creati, in essa vi faremo ritornare e da essa vi trarremo un’altra volta} (Corano 20, 55).

    Il musulmano crede in Gesù (Allah gli dia la pace) come uno dei profeti maggiori: non è una divinità, non è stato ucciso né messo in croce.




    La fede in Muhammad (pace e benedizioni di Allah su di lui) come Profeta e Messaggero:



    • Crediamo in Muhammad come servitore di Allah e Suo Messaggero, il migliore fra tutti gli esseri umani, sigillo dei profeti dopo il quale non verrà alcun profeta. Ha trasmesso fedelmente il Messaggio, eseguito il suo dovere, consigliato la comunità dei credenti e compiuto ogni sforzo sulla via di Allah.
    • Crediamo in quel che ha trasmesso, obbediamo ai suoi ordini, evitiamo quel che ha vietato, adoriamo Allah seguendo la sua sunnah, lo consideriamo nostra unica guida. Ha detto l’Altissimo: {Avete nel Messaggero di Allah un ottimo esempio per voi, per chi spera in Allah e nell’Ultimo Giorno e ricorda Allah frequentemente} (Corano 33, 21).
    • Dobbiamo amare il Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) più dei nostri genitori e dei nostri figli e di qualunque altra persona. Come ha detto il Profeta stesso (pace e benedizioni di Allah su di lui): “Nessuno di voi è un vero credente fino a che non mi ama più di suo padre, più di suo figlio e più di tutte le persone” (Bukhari 15, Muslim 44). Il vero amore per lui non si realizza che seguendo la sua sunnah ed i suoi insegnamenti, come ha detto l’Altissimo: {Se obbedirete, sarete ben guidati. L’Inviato non deve che trasmettere in modo esplicito [il Messaggio]} (Corano 24, 54).
    • Dobbiamo quindi accettare tutto quel che il Profeta ha trasmesso, farci guidare dalla sua sunnah, rispettare e tenere nella dovuta considerazione la sua guida, come ha detto Allah: {No, per il tuo Signore, non saranno credenti finché non ti avranno eletto giudice delle loro discordie e finché non avranno accettato senza recriminare quello che avrai deciso, sottomettendosi completamente} (Corano 4, 65). 
    • • Dobbiamo egualmente stare in guardia dal disobbedire i suoi ordini, perchè questo causa discordia, deviazione e doloroso castigo. Ha detto Allah l’Altissimo: {Coloro che si oppongono al suo comando stiano in guardia che non giunga loro una prova o non li colpisca un castigo doloroso} (Corano 24, 63).



    Caratteristiche del Messaggio recato dal Profeta Muhammad:


    Il Messaggio del Profeta Muhammad si distingue dai precedenti Messaggi per diverse caratteristiche; tra queste:

    • Il Messaggio del Profeta Muhammad conclude tutti i Messaggi precedenti. Ha detto l’Altissimo: {Muhammad non è padre di nessuno dei vostri uomini, egli è l’Inviato di Allah e il sigillo dei profeti} (Corano 33, 40).
    • Il Messaggio del Profeta Muhammad abroga i Messaggi precedenti. Dopo la missione del Profeta Muhammad (pace e benedizioni di Allah su di lui), Allah non accetterà da nessuno altra religione che quella recata dal Profeta Muhammad. Nessuno potrà accedere al Paradiso se non seguendo la sua via. Egli è il più nobile dei profeti, la sua comunità è la migliore delle comunità, la sua Legge è la più completa e perfetta delle Leggi. Ha detto l’Altissimo: {Chi vuole una religione diversa dall’Islàm, il suo culto non sarà accettato, e nell’altra vita sarà tra i perdenti} (Corano 3, 85). Ed il Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) ha detto: “Per Colui Che tiene la mia anima nelle Sue Mani: chiunque fra questa comunità, Ebreo o Cristiano, abbia sentito di me, poi muore senza aver creduto nel Messaggio che ho portato, sarà tra gli abitanti dell’Inferno” (Muslim 153, Ahmad 8609).
    • Il Messaggio del Profeta Muhammad è universale e destinato tanto agli uomini che ai jinn. Allah ha rivelato questo discorso tenuto dai jinn: {O popolo nostro, rispondete all’Araldo di Allah} (Corano 46, 31). E ha detto: {Non ti abbiamo mandato se non come nunzio ed ammonitore per tutta l’umanità} (Corano 34, 28). Il Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) ha detto: “Sono stato favorito sugli altri profeti in sei cose: mi è stata concessa l’eloquenza; sono stato reso vittorioso con la paura [che Allah ha messo nel cuore dei miscredenti]; mi sono stati concessi i bottini di guerra; la terra intera è stata resa per me mezzo di purificazione e luogo di preghiera; sono stato inviato all’umanità intera; sono il sigillo di tutti i profeti” (Bukhari 2815, Muslim 523).



    Benefici della fede nei Messaggeri di Allah:


    Vi sono enormi benefici nella fede nei Messaggeri; tra questi:

    1

    La consapevolezza della misericordia di Allah e della Sua cura per i Suoi servitori, in quanto ha mandato loro i Messaggeri per guidarli alla retta via e per insegnare loro come adorare Allah. Questo perché la ragione umana da sola non è in grado di fare ciò. Allah ha detto a proposito del Profeta Muhammad (Allah lo benedica e gli dia la pace): {Non ti abbiamo inviato se non come misericordia per l’universo} (Corano 21, 107).

    2

    La gratitudine ad Allah per questo immenso beneficio

    3

    L’amore per tutti i profeti (Allah li benedica e dia loro la pace), il rispetto e l’adeguata lode nei loro confronti per aver portato il Messaggio agli uomini ed averli consigliati.

    4

    L’adesione al Messaggio recato dai Messaggeri di Allah, ovvero l’adorazione esclusiva di Allah senza nulla associarGli, e la messa in pratica di tale Messaggio. Questo è fonte di enorme bene per i credenti e di rettitudine e gioia in questa vita ed in quella futura.

    Dice l’Altissimo: {Quando poi vi giungerà una guida da parte mia... chi allora la seguirà non si svierà e non sarà infelice. Chi si allontana dal Mio Monito, avrà davvero vita miserabile e sarà resuscitato cieco nel Giorno della Resurrezione} (Corano 20, 123-124).


    La moschea Al Aqsa in Palestina, occupa un posto molto importante nel cuore di tutti i Musulmani, essendo questa la seconda moschea costruita sulla terra, dopo quella della Mecca. In essa hanno eseguito la preghiera il Profeta Muhammad (pace e benedizioni di Allah su di lui) e tutti gli altri profeti


    La fede nell’ultimo Giorno



    Significato della fede nell’ultimo Giorno:



    La ferma convinzione che Allah resusciterà gli esseri umani, facendoli uscire dalle loro tombe, quindi li giudicherà e darà loro il giusto compenso per le loro opere; così la Gente del Paradiso occuperà la propria dimora in Paradiso e gli altri entreranno nell’Inferno.

    La certezza nell’ultimo Giorno costituisce uno dei principi della fede islamica. Senza tale certezza non si ha vera fede. Ha detto l’Altissimo: {Ma il bene consiste nel credere in Allah e nell’Ultimo Giorno} (Corano 2, 177).



    Perché il Corano enfatizza l’importanza della fede nell’ultimo Giorno?



    Il nobile Corano riserva particolare importanza alla fede nell’ultimo Giorno ed attira l’attenzione ad esso in ogni occasione, utilizzando varie espressioni in lingua araba e legando la fede in esso alla fede in Allah l’Eccelso.

    Infatti la fede nell’ultimo Giorno è conseguenza diretta della fede in Allah e nella Sua giustizia – gloria a Lui l’Altissimo. Ed ecco alcuni chiarimenti:

    Allah non accetta l’ingiustizia, non tollera che il malvagio resti impunito né che l’offeso resti senza giustizia. Allah non lascia chi fa il bene senza premio e dà ad ognuno il suo giusto diritto. In questo mondo vediamo chi vive e muore da criminale senza subire alcuna punizione; come pure siamo testimoni di chi vive e muore subendo oppressione ed ingiustizie, senza ottenere giustizia. Come può avvenire tutto ciò se Allah non accetta l’ingiustizia? È proprio per questo che la vita futura è necessaria, una vita diversa da quella terrena: in essa il giusto verrà ricompensato ed il malvagio sarà punito ed ognuno otterrà il suo diritto.

    L’Islam ci guida a tenerci lontani dall’Inferno attraverso il buon comportamento verso gli altri, fosse pure donando un mezzo dattero



    Cosa comporta credere nel Giorno ultimo?



    La fede del musulmano nel Giorno ultimo comprende diverse cose, fra cui:

    1

    Credere nella Resurrezione e nell’Adunanza: tutti gli esseri umani saranno fatti resuscitare dai loro sepolcri, gli spiriti fatti tornare ai loro corpi ed ognuno comparirà dinanzi al Signore dell’universo. Quindi saranno tutti radunati in un unico luogo, nudi e scalzi come quando furono creati la prima volta

    La fede nella Resurrezione è confermata dal Corano e dalla sunnah e provata dalla ragione e dalla sana natura umana. Crediamo senza dubbio alcuno che Allah resusciterà i morti dalle loro tombe, farà tornare gli spiriti ai loro corpi, e tutti si presenteranno dinanzi al loro Signore.

    Ha detto l’Altissimo: {E dopo di ciò certamente morirete, e nel Giorno del Giudizio sarete risuscitati} (Corano 23, 15-16).

    Tutte le Scritture sono concordi su questo fatto. È parte della Saggezza di Allah aver promesso alle Sue creature un Giorno in cui sarà dato loro il giusto compenso in base a quanto venne loro insegnato dai profeti. Ha detto l’Altissimo: {Pensavate forse che vi abbiamo creati per celia e che non sareste stati ricondotti a Noi?} (Corano 23, 115).


    Alcune prove testuali dal Corano riguardanti la Resurrezione:

    • Allah ha creato l’essere umano all’origine, può quindi riportarlo alla vita una seconda volta, come ha detto l’Altissimo: {Egli è Colui Che inizia la creazione e la reitera} (Corano 30, 27). A proposito di quanti negano la resuscitazione dei corpi, Allah ha comandato di rispondere: {Di’: “Colui Che le ha create la prima volta ridarà loro la vita} (Corano 36, 79).
    • Quando la terra arida e senza piante viene raggiunta dalla pioggia, ogni tipo di vegetale spunta e cresce. Se Allah può fare questo, Egli può certamente resuscitare i morti. Ha detto l’Altissimo: {Abbiamo fatto scendere dal cielo un’acqua benedetta, per mezzo della quale abbiamo fatto germogliare giardini e il grano delle messi, e palme slanciate dalle spate sovrapposte, sostentamento dei [Nostri] servi. Per suo tramite rivivifichiamo una terra che era morta, e in egual maniera [avverrà] la Resurrezione} (Corano 50, 9-11).
    • Chiunque ragioni, ammette che chi è in grado di fare qualcosa di grande e difficile, tanto più sarà in grado di fare quel che è inferiore e più facile. Allah ha creato i cieli e la terra, enormi stelle e pianeti; sarà quindi ancor più facile per Allah ridare vita ai corpi morti e diventati polvere. Ha detto l’Altissimo: {Colui Che ha creato i cieli e la terra non sarebbe capace di creare loro simili? Invece sì! Egli è il Creatore incessante, il Sapiente} (Corano 36, 81).



    2

    La fede nel Giudizio e nella Bilancia. Allah giudicherà le creature in base alle loro azioni compiute nella vita terrena. Chi è stato monoteista ed obbediente ad Allah ed al Suo Messaggero avrà un giudizio facile; ma chi è stato politeista e trasgressore, avrà un severo giudizio.

    Le azioni saranno pesate su di un’enorme bilancia: le opere buone saranno poste su di un piatto e quelle malvagie sull’altro. Colui il cui piatto delle opere buone sarà più pesante farà parte della Gente del Paradiso; ma colui le cui azioni malvagie saranno maggiori di quelle buone, andrà con la Gente dell’Inferno. Allah non commette alcuna ingiustizia verso nessuno.

    Ha detto l’Altissimo: {Rizzeremo bilance esatte, nel Giorno della Resurrezione e nessuna anima subirà alcun torto; foss’anche del peso di un granello di senape, lo riesumeremo. Basteremo Noi a tirare le somme} (Corano 21, 47).

    3

    Il Paradiso e l’Inferno. Il Paradiso è la dimora dell’eterna gioia che Allah ha destinato ai credenti e timorati di Lui, quelli che hanno obbedito a Lui ed al Suo Messaggero. Nel Paradiso ci sono tutti i tipi di delizie eterne che l’anima possa desiderare e che l’occhio possa godere. 

    Per incoraggiare i Suoi servitori a gareggiare negli atti d’obbedienza ed essere quindi ammessi nel Paradiso grande quanto il cielo e la terra, Allah ha detto: {Affrettatevi al perdono del vostro Signore e al Giardino vasto come i cieli e la terra, che è preparato per i timorati} (Corano 3, 133).

    Quanto al Fuoco dell’Inferno, esso è il luogo dell’eterno castigo, preparato da Allah per i miscredenti che hanno negato Allah e disobbedito al Messaggero. Là vi saranno tormenti, dolore e sofferenze innimaginabili.

    Per ammonire i Suoi servitori riguardo all’Inferno, Allah ha detto: {Temete il Fuoco, il cui combustibile sono gli uomini e le pietre, che è stato preparato per i miscredenti} (Corano 2, 24).

    O Allah Ti chiediamo di farci entrare in Paradiso e di sostenerci nel dire e fare ciò che porta al Paradiso; e Ti chiediamo di salvarci dall’Inferno e di proteggerci dal dire e fare ciò che ci trascina ad esso.

    4

    La punizione della tomba e le sue delizie. Crediamo che la morte sia una realtà ineluttabile, come stabilito dall’Altissimo: {Di’: “L’angelo della morte che si occuperà di voi, vi farà morire e poi sarete ricondotti al vostro Signore”} (Corano 32, 11).

    Questa è una realtà evidente e priva di dubbi. Crediamo che chiunque muoia o sia ucciso, qualunque sia la causa della morte, essa giunge nel momento esatto come prestabilito da Allah: {Ogni comunità ha un termine stabilito, e quando il suo tempo giunge, non ci sarà ritardo, né anticipo di un istante} (Corano 7, 34).

    • Chi muore passa alla vita dell’altro mondo.

    • Numerosi detti del Messaggero di Allah (pace e benedizioni di Allah su di lui) confermano il castigo nella tomba per i miscredenti e trasgressori, come pure le delizie per i credenti e quanti hanno compiuto il bene. Crediamo in ciò e ci asteniamo dal discutere su come esattamente questo avviene semplicemente perché la mente non riesce a spiegare queste realtà del mondo dell’invisibile, come il Paradiso e l’Inferno. La mente umana può solo ragionare per analogia e deduzione con quanto vediamo ed è governato dalle leggi di questo mondo.

    • La condizione umana nella tomba fa parte del mondo dell’invisibile, che non può essere percepito dai sensi. Infatti se potesse essere percepito dai sensi, non ci sarebbe necessità alcuna di avere fede in questa realtà. Di conseguenza gli uomini non eseguirebbero riti funebri né si preoccuperebbero di seppellire i morti. A tal proposito il Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) ebbe a dire: “Se non doveste seppellire i morti, pregherei Allah di farvi ascoltare il castigo della tomba come io lo posso ascoltare” (Muslim 2868, Nasa’i 2058). Essendo gli animali esenti da tali obblighi di sepoltura per i morti, essi possono udire [il castigo della tomba].



    Benefici della fede nell’Ultimo Giorno:


    1

    La fede nell’Ultimo Giorno ha una forte influenza nel guidare l’essere umano verso la rettitudine, le opere buone ed il timore di Allah – gloria a Lui l’Altissimo; nello stesso tempo lo tiene lontano dall’egoismo e dall’ostentazione.

    Spesso quindi si crea un legame tra la fede nell’Ultimo Giorno e le opere buone, come ha detto Allah: {Badino alla cura delle moschee di Allah solo coloro che credono in Allah e nell’Ultimo Giorno} (Corano 9, 18). Ed anche: {Coloro che credono nell’Ultimo Giorno, credono in esso e sono assidui all’orazione} (Corano 6, 92).

    2

    È un forte monito per quanti sono immersi nella vita e nei piaceri di questo mondo, a discapito dell’impegno negli atti d’obbedienza ed in ciò che avvicina ad Allah. In tal modo l’uomo comprende la realtà di questa breve esistenza terrena e che la vita ultraterrena sarà la vita eterna.

    Allah onora i Messaggeri nel Corano ricordando la causa delle loro lodevoli azioni: {Ne facemmo degli eletti, [affinché fossero] il monito della Dimora [ultima]} (Corano 38, 46).

    La ragione dei loro nobili comportamenti risiede dunque nel fatto che furono spinti dal costante ricordo della Dimora ultraterrena.

    Quando alcuni Musulmani una volta si mostrarono indolenti nell’ottemperare agli ordini di Allah e del Suo Messaggero, Allah li ammonì: {La vita terrena vi attira più di quella ultima? Di fronte all’altra vita, il godimento di quella terrena è ben poca cosa} (Corano 9, 38).

    Quando l’uomo ha fede sincera nell’Ultimo Giorno, allora si convince che tutti i piaceri di questa vita non equivalgono uno solo dei piaceri della vita futura; allo stesso tempo tutti i piaceri terreni non valgono un solo istante del tormento nell’Inferno, né sono comparabili ad un solo istante nei piaceri del Paradiso.

    3

    Questa fede determina nella persona serenità per la parte che gli è destinata nella vita terrena: se non riesce ad ottenere qualcosa non si dispera né si suicida; invece si impegna quanto può, cosciente che Allah comunque ricompensa chi si sforza di fare il bene. Se ha subito anche un solo atomo di ingiustizia, sarà compensato nel Giorno del Giudizio, quando avrà davvero bisogno di ciò. Come può disperare chi sa che otterrà giustizia e sarà compensato nel Giorno più importante in assoluto? Come può essere triste chi sa che fra lui ed il suo contendente sovrintende Allah il Migliore di tutti i giudici?



    La fede nel decreto divino



    Significato della fede nel decreto divino:



    È la ferma convinzione che tutto il bene ed il male non si compie se non per decisione di Allah e come Allah vuole. Nulla può accadere se non per Sua volontà. Nulla sfugge alla Sua volontà, al Suo decreto ed al Suo controllo. Con tutto ciò Allah presenta agli uomini ordini e divieti, lasciando loro la scelta nelle loro azioni senza costrizioni. Gli uomini compiono quel che desiderano e possono, ma è Allah Che crea gli uomini e le loro facoltà. Egli guida per Sua misericordia chi Lui vuole e devia per Sua saggezza chi Lui vuole. Allah non rende conto a nessuno e tutti devono a Lui rendere conto.


    Credere nel decreto divino è uno dei principi della fede, come attestato dalla risposta del Messaggero (Allah lo benedica e gli dia la pace) alla domanda da parte dell’angelo Jibril (Gabriele) a proposito della fede. Disse: “Consiste nel credere in Allah, nei Suoi angeli, nei Suoi Libri, nei Suoi Messaggeri, nell’Ultimo Giorno e nel decreto divino, sia esso nel bene o nel male” (Muslim 8).

    Non c’è nulla nel creato che rimanga estraneo al dominio di Allah



    Cosa comporta la fede nel decreto divino


    La fede nel decreto divino comporta quattro aspetti:

    • Credere che Allah l’Altissimo conosce perfettamente ogni cosa ed in ogni dettaglio; che Allah conosce ttte le Sue creature ancor prima di crearle, conosce quel che possiederanno nella vita e la durata della loro vita, le loro parole ed azioni; conosce ogni istante della loro vita, le loro cose manifeste e segrete, chi è destinato al Paradiso e chi all’Inferno. Ha detto l’Altissimo: {Egli è Allah, Colui all’infuori del Quale non c’è altro dio, il Conoscitore dell’invisibile e del palese} (Corano 59, 22).
    • Credere nel fatto che Allah ha già prescritto nella Tavola Preservata tutto quel che avrà esistenza: {Non sopravviene sventura né alla terra né a voi stessi, che già non sia scritta in un Libro prima ancora che [Noi] la produciamo} (Corano 57, 22). Ed il Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) ha detto: “Allah ha stabilito con precisione tutto quel che riguarda le creature, cinquantamila anni prima della creazione dei cieli e della terra” (Muslim 2653).
    • Credere nella volontà assoluta di Allah, alla quale nulla si può opporre. Tutto avviene per volontà e decisione di Allah: quel che vuole avviene e quel che non vuole non succede. Ha detto l’Altissimo: {Ma voi lo vorrete solo se lo vorrà Allah} (Corano 81, 29).
    • Credere che è Allah a dare esistenza ad ogni cosa, è Allah l’Unico Creatore, qualunque altro essere è una Sua creatura e Lui può fare qualunque cosa. Ha detto l’Altissimo: {Ha creato ogni cosa e le ha dato giusta misura} (Corano 25, 2).



    L’essere umano è dotato di volontà, libero arbitrio e facoltà di decidere:



    La fede nel decreto divino non contraddice il fatto che il servitore di Allah possiede volontà e facoltà di scegliere e decidere le proprie azioni, così come tanto la realtà che la legge islamica confermano.

    Per quanto riguarda la volontà umana dal punto di vista della legge islamica, Allah dice: {Quel Giorno [verrà] ineluttabilmente. Si rifugi quindi presso il suo Signore chi vuole} (Corano 78, 39).

    A proposito del libero arbitrio ha detto l’Altissimo: {Allah non impone a nessun’anima al di là delle sue capacità. Quello che ognuno avrà guadagnato sarà a suo favore e ciò che avrà demeritato sarà a suo danno} (Corano 2, 286).

    Nella realtà quotidiana ognuno sa di avere la libertà di scegliere e la facoltà di decidere quel che fa o non fa. Quindi egli può distinguere tra quel che può decidere (come camminare) e quel che non dipende dalla sua volontà (come tremare o cadere accidentalmente). Così libertà di scelta e facoltà di decidere da parte dell’uomo sono reali ma dipendenti dalla volontà e decreto di Allah: {Per chi di voi voglia seguire la Retta Via. Ma voi lo vorrete solo se lo vorrà Allah, il Signore dei mondi} (Corano 81, 28-29). In questo versetto Allah ha confermato il libero arbitrio umano ma iscrivendolo all’interno della volontà dell’Altissimo, in quanto tutto il creato è dominio di Allah e non può esserci nulla e nessuno nel Suo dominio che sfugga alla Sua conoscenza e alla Sua volontà.

    > {Abbiamo indicato all’uomo la Retta Via, sia esso riconoscente o ingrato} (Corano 76, 3)



    Il pretesto del decreto divino :



    La facoltà di scegliere e decidere da parte dell’uomo determina il suo grado di responsabilità di fronte a obblighi e divieti. Così la persona retta viene ricompensata per aver scelto di seguire la retta via, mentre il malvagio viene punito per aver scelto la via della perdizione.

    Allah non ci impone se non quanto noi possiamo sopportare e non accetta da nessuno il venir meno ai propri doveri religiosi col pretesto del decreto divino.

    Inoltre prima di commettere una trasgressione, l’uomo non conosce la decisione di Allah. In questo senso Allah lascia l’uomo libero di scegliere e decidere, mostrandogli la via del bene e quella del male. Dunque se decidiamo per la trasgressione anziché per l’obbedienza, saremo noi i responsabili della nostra azione e ne subiremo le conseguenze.

    > Se una persona ti assalisse, ti picchiasse e ti derubasse col pretesto che questo era il decreto di Allah, certo rifiuteresti questa scusa ridicola, lo puniresti e ti riprenderesti il tuo denaro perché è il ladro che ha scelto e deciso di comportarsi in tal modo


    Benefici della fede nel decreto divino:


    I benefici della fede nel decreto divino hanno un effetto molto rilevante sulla vita dell’uomo. Tra questi:

    1

    È uno dei maggiori incentivi per agire in modo da ottenere la soddisfazione di Allah in questa vita

    I credenti sono tenuti a fare tutto quel che umanamente possono ponendo al contempo la loro fiducia in Allah: la fede sta nell’essere coscienti che le nostre azioni non possono portare risultati se non col permesso di Allah, in quanto è Allah che crea le cause e gli effetti.

    Ha detto il Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui): “Abbi cura di quel che ti sarà utile [nella vita futura], chiedi aiuto ad Allah e non disperare. Se qualcosa di negativo ti capita, non dire “Oh se avessi fatto ciò sarebbe successo ciò”. Dì piuttosto: “È accaduto quel che Allah ha stabilito”, questo perché la parola “se” apre la porta all’intervento di Satana” (Muslim 2664).

    2

    Tramite la fede nel decreto divino l’uomo può conoscere le proprie possibilità: non si inorgoglisce né si abbatte, in quanto non può conoscere quel che è stato da Allah prestabilito e dunque tale impotenza lo rende cosciente del suo permanente stato di bisogno verso il suo Signore.

    L’uomo, quando gli succede qualcosa di bene, diventa spesso presuntuoso; ma quando una disgrazia lo coglie diventa triste e si abbatte. È solo la fede nel decreto divino che lo salva dall’arroganza quando le cose gli vanno bene e dalla disperazione quando le cose gli vanno male. Questo perché sa che nulla accade senza la conoscenza ed il decreto di Allah.

    3

    La fede nel decreto divino aiuta l’uomo a combattere l’invidia. Il credente non invidia gli altri per ciò che possiedono, perché sa che è Allah ad aver concesso loro ciò. Egli capisce che invidiando gli altri, non farebbe che opporsi al decreto divino.

    4

    La fede nel decreto divino riempie il cuore di coraggio e rinforza lo spirito di determinazione nell’affrontare le difficoltà della vita. Questo in quanto la fede nel decreto divino lo rende certo del fatto che i beni di cui disporrà e la sua fine sono già stati decretati e nulla gli può accadere se non quanto è stato da Allah prescritto.

    5

    Infonde nell’animo del credente le diverse caratteristiche della fede: la continua ricerca dell’aiuto da parte di Allah; la fiducia in Allah accompagnata dallo sforzo personale; il costante sentimento di necessità verso il suo Signore e la richiesta di guida.

    6

    La fede nel decreto divino crea serenità nel cuore del credente: egli sa che quel che gli accade non poteva mancare e quel che non gli succede non poteva avvenire.